a cura di Sir Flavio Iacones
Di Sir Flavio Iacones
- Titolo originale: Baby Reindeer
- Ideatore e Sceneggiatore: Richard Gadd
- Regia: Weronika Tofilska, Josephine Bornebusch
- Cast: Richard Gadd, Jessica Gunning, Nava Mau, Tom Goodman-Hill
- Piattaforma: Netflix
- Formato: Miniserie (7 episodi)
- Voto: ★★★★★ (5/5)
La Trama in Breve
Donny Dunn (Richard Gadd) è un aspirante comico trentenne che sbarca il lunario lavorando come barista in un pub di Londra. Un giorno, spinto da un gesto di semplice gentilezza, offre una tazza di tè gratis a Martha (Jessica Gunning), una donna visibilmente vulnerabile e in lacrime. Quel piccolo atto innesca un’ossessione devastante: Martha inizia a perseguitarlo con centinaia di ore di messaggi vocali, decine di migliaia di email e una presenza soffocante nella sua vita reale. Ma la miniserie va ben oltre la classica storia di stalking, scavando nei traumi passati di Donny e mettendo a nudo la complicità psicologica che lega la vittima al suo carnefice.
La Critica: Oltre il thriller psicologico, un'autopsia del trauma
Disponibile su Netflix, Baby Reindeer è diventata in breve tempo un vero e proprio fenomeno culturale. Tratta dall'omonimo spettacolo teatrale da solista di Richard Gadd e basata sulle sue reali e traumatiche esperienze personali, la serie demolisce ogni cliché del genere home invasion o dello stalker-movie convenzionale.
L'ambiguità morale e le interpretazioni da premio
La vera forza di Baby Reindeer risiede nell'incredibile coraggio di Richard Gadd di mettersi a nudo senza cercare la simpatia o la beatificazione dello spettatore.
- Richard Gadd (Donny): Interpreta se stesso rivivendo i propri incubi. Donny non è una vittima perfetta: è insicuro, affamato di conferme e profondamente segnato da un passato di abusi sessuali. La sua incapacità di porre un limite a Martha nasce da un bisogno malato di sentirsi notato e desiderato, creando un cortocircuito emotivo sconvolgente.
- Jessica Gunning (Martha): Offre una delle migliori interpretazioni televisive degli ultimi anni. La sua Martha non è un mostro unidimensionale, ma una figura tragica, inquietante e al contempo patetica, capace di passare dalla dolcezza infantile alla furia cieca in una frazione di secondo.
[ DONNY DUNN ]
(Bisogno di approvazione / Trauma represso)
|
|-- Gesto di gentilezza
v
[ MARTHA SCOTT ]
(Erotomania / Ossessione compulsiva)
|
+---> TOSSICITÀ CODIPENDENTE

Struttura narrativa e regia
Gli episodi, diretti con un ritmo serrato da Weronika Tofilska e Josephine Bornebusch, usano in modo magistrale la voce fuori campo di Donny. I testi sgrammaticati delle email di Martha compaiono a schermo come un bombardamento sensoriale continuo, restituendo allo spettatore la stessa sensazione di soffocamento e ansia provata dal protagonista.
L'episodio 4, interamente dedicato al passato di Donny e al suo rapporto con un manipolativo produttore televisivo (interpretato da un agghiacciante Tom Goodman-Hill), rappresenta il punto di svolta drammatico della serie e una delle pagine di scrittura televisiva più crude e dolorose mai viste sul piccolo schermo.
Il Giudizio Editoriale
"Baby Reindeer è un'opera viscerale, coraggiosa e priva di filtri. Un racconto che rifiuta le manichee distinzioni tra buono e cattivo per esplorare le zone d'ombra della psiche umana."
Baby Reindeer non è una visione facile né consolatoria. È uno show che mette a disagio, che interroga lo spettatore sulla natura dell'empatia, del consenso e dell'auto-sabotaggio. La capacità di Gadd di trasformare una tragedia personale in un racconto universale sulla salute mentale rende questa miniserie un punto di riferimento imprescindibile per la serialità contemporanea.
Consigliato a chi:
- Cerca un dramma psicologico profondo e fuori dagli schemi tradizionali.
- Apprezza le storie autobiografiche coraggiose che affrontano temi complessi senza ipocrisie.
- Vuole fruire di interpretazioni attoriali di altissimo livello.
